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Refe

Di trama e d’ordito

si sostanzia la tela

perché dall’unico filo non genera colore,

né luce.

Come la sposa

dall’antico abbandono stremata,

risalgo nodo su nodo,

a riprendere l’intreccio,

a immaginare percorsi,

che, finalmente, conducano a disegni altri.

Salice

Inaspettatamente, come antica Salice che volge i crini al suolo agognato

mi scopro in cordoglio di me.

Il piede a ricalcare l’ultima orma e l’altro quella accanto,

e così, passo a passo, chetamente, attentamente,

ché il nuovo cammino non confonda il vecchio,

mi ritrovo tra paesaggi che già abitai.

A placare la sete, mi accosto ad un rovo di sugosi frutti.

Infido l’aculeo attinge all’incauta mano una vermiglia lacrima di dolore.

Mi ridesta tiepido il conforto di una perla,

da tempo coltivata, che mi traccia il volto.

Parole al vento

Ed ora voglio vivere di attimi…

…attimi lunghi il tempo di un’emozione.

Ne faccio parole.

Parole da scrivere, parole da dire.

Parole pronunciate da labbra finalmente non più timide,

parole raccontate al vento e ad esso affidate,

ché le porti al mondo e lì vivano e crescano.

Parole di sola anima, lievi al punto che anche la tela del ragno,

fitta di invisibili trame, lascia correre via.

Parole ora semplici, ora dall’inaudito suono,

che rischiarano sentieri di me che ebbi paura di percorrere.

Parole che ora mutano in emozioni che generano attimi di vita che tornano a me

e mi dicono che esisto.

Lagrima

Due grani di anima

disciolti in una stilla di liquor di vita.

Questo l’unico dono del dio all’uomo.

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