Inaspettatamente, come antica Salice che volge i crini al suolo agognato
mi scopro in cordoglio di me.
Il piede a ricalcare l’ultima orma e l’altro quella accanto,
e così, passo a passo, chetamente, attentamente,
ché il nuovo cammino non confonda il vecchio,
mi ritrovo tra paesaggi che già abitai.
A placare la sete, mi accosto ad un rovo di sugosi frutti.
Infido l’aculeo attinge all’incauta mano una vermiglia lacrima di dolore.
Mi ridesta tiepido il conforto di una perla,
da tempo coltivata, che mi traccia il volto.
MERAVIGLIOSA!
..”A placare la sete, mi accosto ad un rovo di sugosi frutti.
Infido l’aculeo attinge all’incauta mano una vermiglia lacrima di dolore.”
Complimenti
Giovanna
Grazie Giovanna per la tua visita e sopratutto per le tue belle parole.